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8 o 10 bit: la profondità di colore dei pannelli dei monitor è importante?

BenQ
2020/01/21
two monitors show the difference of 10-bit and 8-bit panel color depth

Una della specifiche più tecniche e ambigue in cui è possibile imbattersi quando si intende acquistare una TV o un monitor è la profondità di colore. La profondità a 8 bit è attualmente la più bassa, quella a 10 bit è sempre più diffusa mentre quella a 12 bit è offerta dai dispositivi di fascia alta.

La profondità di colore è stata sempre importante ma con la diffusione delle tecnologie 4K ultra HD e HDR, la possibilità di visualizzare in modo più accurato le gradazioni e le sfumature dei colori è diventata ancora più significativa. Ovviamente, quando la risoluzione più diffusa era quella da 1080 p, maggiore era la profondità di bit dei colori, migliore era il dispositivo e ciò vale a maggior ragione ora che le immagini hanno una risoluzione migliore e includono una maggiore quantità di metadati. Ecco perché la profondità di colore indica in realtà quante informazioni visive vengono visualizzate correttamente su un pannello (o uno schermo). Abbiamo già citato i metadati, che solitamente fanno riferimento alle informazioni aggiuntive non riguardanti gli elementi di base delle immagini quali la risoluzione e la frequenza dei fotogrammi. L’HDR, o “High Dynamic Range”, rientra nella categoria dei metadati. Con l’aumento delle informazioni riprodotte dal pannello del monitor, aumenta anche la qualità e l’accuratezza delle immagini.

La profondità di bit e l’effetto che tale parametro ha sulla rappresentazione dei colori è particolarmente interessante per gli utenti più appassionati. I patiti di videogiochi, film e spettacoli TV nonché i fotografi e i professionisti che si occupano di contenuti video attribuiscono tutti molta importanza alla fedeltà cromatica e sanno che ogni bit ha una sua rilevanza. 

Calcolo della profondità di bit

Per calcolare la profondità di bit del colore è necessario addentrarsi nel settore della matematica ma cercheremo di risparmiarti la parte noiosa dei calcoli. Siccome i pannelli dei monitor moderni utilizzano pixel comandati da processori digitali, ciascun pixel rappresenta dei bit di dati. Ciascun bit può corrispondere a zero o uno per ciascun colore primario: rosso, verde e blu (“Red”, “Green” e “Blue”), da cui deriva il nome RGB. Un pannello a 8 bit dispone quindi di una quantità di valori per ciascun colore pari a 2 all’ottava: vale a dire 256 gradazioni o versioni di rosso, blu e verde. Se effettuiamo quindi la moltiplicazione 256 x 256 x 256 ricaviamo un totale di 16,7 milioni di colori possibili.

Per i pannelli a 10 bit, ogni pixel offre 1024 versioni di ciascun colore primario. In altre parole, 1024 alla terza o 1,07 MILIARDI di colori possibili. Un pannello a 10 bit è quindi in grado di rappresentare le immagini con un’accuratezza esponenzialmente maggiore rispetto a quella di uno schermo a 8 bit. I monitor a 12 bit si spingono oltre e offrono 4096 versioni possibili di ciascun colore primario per ciascun pixel, vale a dire 4096 x 4096 x 4096 colori: cioè 68,7 miliardi di colori. 

8 o 10 bit: qual è la differenza?

Beh, la differenza è piuttosto significativa. I pannelli a 8 bit svolgono un buon lavoro nel rappresentare immagini realistiche ma rappresentano il minimo per i dispositivi di input moderni. La maggior parte dei contenuti in formato 4K ultra HD (e quelli in 8K di nuova generazione) sono creati con profondità di colore pari o superiori a 10 bit. Ciò significa che un pannello a 8 bit non riuscirà a mostrare i contenuti così come sono stati pensati dai loro ideatori. Un pannello a 8 bit a cui vengono inviati contenuti con profondità pari o superiore a 10 bit deve “comprimere” i particolari e le gradazioni cromatiche per poterli riprodurre.

Sebbene tale differenza possa apparire accettabile a chi non presta molta attenzione alle immagini, il compromesso può essere impossibile per gli utenti veramente interessati ai contenuti visualizzati, indipendentemente dal fatto che si tratti di un contesto di lavoro o del tempo libero. La varietà di colori di un pannello a 8 bit è molto inferiore rispetto a quella degli schermi a 10 bit e non può offrire la stessa varietà di gradazioni cromatiche. Ciò porta a immagini più scialbe, slavate e, nel complesso, poco espressive. La mancanza di varietà cromatica si fa sentire soprattutto nelle aree scure e chiare. Ad esempio, con un pannello a 8 bit il sole appare come una massa luminosa informe da cui partono fasci di luce molto chiari. Su un pannello a 10 bit lo stesso sole sarà visualizzato come un oggetto dalla luminosità graduale senza bande di colore evidenti.

Una rapida panoramica dal punto di vista storico potrebbe tornare utile. La profondità di colore a 8 bit è stata progettata per i monitor VGA diversi decenni fa e riproduce solo la gamma di colori RGB. Di conseguenza, è improbabile sperare che i monitor a 8 bit possano lavorare con spazi cromatici più ampi come l’Adobe RGB o il DCI-P3. Non possono nemmeno rappresentare correttamente i contenuti HDR: per tale esigenza, sarà necessario almeno una profondità da 10 bit. 

Per i videogiochi è necessario utilizzare monitor a 10 bit?

Sì e, sinceramente, dovresti comunque pensare di acquistarne uno. Come già detto, i monitor a 8 bit sanno molto di anni ‘80. Nell’era dell’HDR in 4K è veramente necessario disporre di un monitor a 10 bit per sfruttare al massimo la grafica e i contenuti moderni.

Tutti i videogiochi per i PC attuali e le console moderne offrono una profondità pari almeno a 10 bit e l’HDR sta diventando uno standard universale. Andranno sicuramente benissimo con i pannelli economici a 8 bit ma ti perderesti delle opportunità. Anche le TV e i monitor più costosi a 8 bit compatibili con il formato HDR presentano dei limiti. Ad esempio, con una Xbox One X, il dithering di un monitor a 8 bit (che simula i 10 bit nel miglior modo possibile) può solo funzionare con l’HDR10 di base. I veri monitor a 10 bit permettono di sfruttare gli standard Dolby Vision e HDR10+.

Da questo punto di vista, le sessioni di gioco non sono diverse dal guardare film, contenuti in streaming e fotografie o dal montaggio di video svolto con attenzione. In tutti questi casi, i contenuti originali sono sempre più ricchi di particolari e la loro qualità è in continuo aumento. I monitor utilizzati dovrebbero ovviamente stare al passo con i contenuti, non restare fermi al passato. Per questo motivo è meglio scegliere monitor con una profondità di colore pari o superiore a 10 bit perché quelli a 8 bit, sebbene siano affidabili ed efficienti, non permettono semplicemente di visualizzare tutta l’immagine.

I monitor a 10 bit offrono un’immagine più ricca di particolari e, con l’aumento della risoluzione, sono sempre di più i particolari da visualizzare. Forza un videogioco a girare su un pannello a 8 bit e visualizzerai dei neri meno particolareggiati e slavati o aree chiare a fasce nonché matrici approssimate e non quelle pensate dagli artisti. Anche se non si tratta di una differenza sconvolgente, sta divenendo sempre più degna di nota. 

Scegli una maggiore profondità di colore

La scelta diventa fortunatamente sempre più facile per i futuri acquirenti di TV e monitor. Da un punto di vista generale, i pannelli a 8 bit stanno cedendo il passo ai monitor a 10 bit e stanno iniziando a diffondersi quelli a 12 bit. Non fraintenderci, in commercio è ancora possibile trovare molti monitor eccellenti a 8 bit. Tuttavia, non sono in grado di rendere giustizia ai contenuti di alta qualità attualmente prodotti. Non ha semplicemente senso rinunciare ai pannelli a 10 bit se è possibile permetterseli (e noi consigliamo di utilizzarli).

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