Centro informazioni BenQ

Guida alla gestione del colore per i monitor dei fotografi

Mark Wood
2017/05/29

Fine Art and Commercial Photographer / UK

Photographer Mark Wood splits his time between commercial work and teaching, whilst ensuring he makes time for his personal projects. Mark trained as a printmaker, utilizing the traditional techniques of etching and lithography to create fine art print, before moving to digital print in the mid 90’s.






Figure 01: A rare selfie of me. This is my where I process my images.

 

Molti fotografi non amano la gestione del colore, sia perché sembra complicata sia perché sembra portare via troppo tempo. Entrambe le cose potrebbero essere vere, ma non necessariamente. Questo breve articolo fornisce la teoria alla base della gestione del colore, illustrando il processo con cui il colore digitale passa dalla fotocamera all’output come la stampa o la visualizzazione su schermo. E, inoltre, spiega anche un po’ di gergo tecnico. Come educatore mi piace vedere la reazione degli studenti in classe per capire se e quanto comprendono quello che sto insegnando. In questo articolo mi atterrò all’essenziale, sperando di essere quanto più chiaro e conciso possibile per la maggior parte delle persone.

Ho insegnato fin dai primi anni ’90 a studenti delle superiori e dell’università, oltre che a innumerevoli professionisti e appassionati di fotografia. Questo tutorial unisce la mia ricerca e l’esperienza nella gestione del colore sia come grafico che come fotografo professionista.

Verranno trattati i seguenti argomenti: perché i colori non corrispondono, il percorso verso il colore affidabile, i modelli di colore, la conversione del colore tra i dispositivi, il benchmarking della gestione del colore. L’argomento iniziale è una definizione di gestione del colore.

Una definizione di gestione del colore

L’arte e la scienza di tradurre in modo prevedibile i colori dell’ambiente attraverso dispositivi di input digitali in output affidabili e ad alta fedeltà

La gestione del colore è un’arte, perché ciò che sembra buono è, in una certa misura, soggettivo. Essere tecnicamente accurati è solo un primo passo, che potrebbe richiedere qualche aggiustamento per far sì che i colori siano effettivamente corretti. In un tutorial successivo illustrerò come realizzare stampe artistiche, approfondendo ulteriormente questa affermazione.

La gestione del colore è anche una scienza. I dispositivi che utilizziamo, ad esempio fotocamere, monitor e stampanti, possono essere calibrati e profilati per fornire risultati prevedibili. L’utilizzo di una metodologia scientifica ci aiuta anche a rispettare gli standard internazionali perché, quando si invia il lavoro ad altri, non è possibile fidarsi di un flusso di lavoro che funziona solo con la propria attrezzatura. I miei prossimi due post analizzeranno le Preferenze di colore in Adobe Photoshop, Lightroom e molto altro, oltre a Calibrare i colori nei monitor per i colori critici.

Ecco un po’ di gergo. Calibrare significa impostare i dispositivi secondo un set di valori appropriato, proprio come un gruppo di musicisti che accordano i loro strumenti. Ogni strumento potrebbe avere una gamma di note diversa, ma qualsiasi nota condivisa sarebbe accordata. La profilazione è legata alla calibrazione, ed è un elenco dei colori disponibili in un dispositivo. Ad esempio, un monitor di fascia bassa avrà un set di valori più piccolo rispetto a uno per cui il colore è un elemento cruciale. Il profilo aiuta la transizione del colore da un dispositivo a un altro.

Non voglio scendere troppo nel tecnico, ma è importante dire che la gestione del colore aiuta a rendere i colori prevedibili, perché non esiste realmente un sistema di corrispondenza dei colori del tutto accurato. Per ottenere dei colori affidabili dovremmo rivolgerci alla Gestione dei colori, poiché il flusso di lavoro di un fotografo dovrebbe massimizzare il potenziale creativo e ridurre al minimo lo spreco in termini di tempo e risorse.

Non voglio scendere troppo nel tecnico, ma è importante dire che la gestione del colore aiuta a rendere i colori prevedibili, perché non esiste realmente un sistema di corrispondenza dei colori del tutto accurato. Per ottenere dei colori affidabili dovremmo rivolgerci alla Gestione dei colori, poiché il flusso di lavoro di un fotografo dovrebbe massimizzare il potenziale creativo e ridurre al minimo lo spreco in termini di tempo e risorse.

Perché i colori non corrispondono

Quando si fotografa all’aperto, i livelli di luce ambientale variano, da una gamma tonale modesta durante una giornata grigia, a una gamma più ampia in una luminosa giornata di sole. Allo stesso modo, di notte, i lampioni e le ombre scure divergono. Come fotografi, dobbiamo riconoscere che ci sono molte occasioni in cui una fotocamera non può catturare tutti i toni e i colori che vediamo. Fra tutti gli strumenti utilizzati dai fotografi, le fotocamere sono quelli che tendono ad avere la gamma tonale più ampia. La gamma tonale dei monitor varia a seconda del tipo di monitor utilizzato e i toni e il colore di una stampa dipendono dalla stampante e dalla carta utilizzate.

Ecco alcune importanti verità sulla Gestione del colore

  1. Un’immagine a monitor non corrisponderà mai alla sua stampa, ma spesso è possibile ottenere simulazioni a schermo molto simili.
  2. Nell’impostare un flusso di lavoro per la gestione del colore ci saranno sempre prove ed errori, ma maggiore è l’investimento in attrezzature e apprendimento più il processo diventa facile.
  3. La gestione del colore dipende dalla qualità delle attrezzature utilizzate.
  4. Le impostazioni della fotocamera come ISO, apertura e bilanciamento del bianco hanno effetto sul colore, così come gli obiettivi utilizzati. I migliori risultati vengono dalle foto raw. Parlerò più diffusamente del formato raw in un post successivo.
  5. Sono importanti anche il sistema informatico e il software applicativo utilizzati, così come le impostazioni delle preferenze sia nel sistema operativo che nel software. Su PC Windows o Mac, Adobe Photoshop gestisce i colori in modo brillante.
  6. Il monitor utilizzato è molto importante, questo argomento è stato trattato nel mio articolo del 2016, “Non cascarci di nuovo (L’importanza dei monitor))”; è facile trovarlo tramite una ricerca su Internet. Il monitor è la finestra per le immagini digitali.

In quanto tale, è fondamentale poterlo impostare per visualizzare correttamente i colori e i toni delle fotografie. Un monitor economico non eguaglierà mai la gamma cromatica e la fedeltà di un monitor BenQ a colori di alta qualità.

  1. Le stampanti, che siano compatte, digitali o a getto d’inchiostro, hanno le loro caratteristiche cromatiche. In una stampante, tecnologia, chimica, set di inchiostri, substrato (ossia, normalmente, la carta) e profilo utilizzato hanno tutti un effetto sulla resa cromatica.
  2. Le stampe su supporti diversi avranno qualità di colore diverse, ad esempio le stampe su carta lucida hanno contrasto maggiore rispetto alle stampe su carta non patinata. Non è possibile ottenere toni bianchi puri su carte color crema.
  3. Le condizioni di illuminazione con cui viene visualizzata un’immagine influenzano la percezione del tono e del colore. Bisogna prendere in considerazione le condizioni di lavoro e di visualizzazione. La posizione di un monitor, il colore e l’intensità della luce ambientale hanno un effetto sulla percezione del colore. Alla luce artificiale, due stampe possono sembrare identiche ma, una volta viste alla luce del giorno o sotto una fonte di luce a spettro completo, potrebbero sembrare diverse.





Figure 02: A representation of the digital darkroom conditions I work in.

 

Per capire l’importanza dei dispositivi di output, ad esempio un monitor o una stampante, immaginate tre diversi dispositivi di output. Ognuno deve produrre il rosso più intenso possibile; chiameremo quel rosso IL ROSSO PIÙ INTENSO. A causa delle variazioni nella produzione di ciascun dispositivo, IL ROSSO PIÙ INTENSO prodotto dai tre dispositivi sarà diverso. Il dispositivo A produce il rosso più vivo, il dispositivo quello C meno vivo, il rosso del dispositivo B è leggermente più blu. In teoria è possibile indebolire il ROSSO PIÙ INTENSO del dispositivo A per rendere quello del dispositivo C IL ROSSO PIÙ INTENSO, ma è impossibile per il dispositivo C creare IL ROSSO PIÙ INTENSO del dispositivo A. Ogni volta, sceglieremmo il dispositivo A.





Figure 03: THE BRIGHTEST RED produced by the three devices will be different.

 

Alcuni colori nelle fotografie non sono riproducibili nella stampa. Spiegherò a breve i modelli di colore, ma per ora tieni presente che le fotocamere digitali registrano il colore in tre canali. Questi canali di colore sono rosso, verde e blu (RGB); lo stesso modello di colori usato da monitor, smartphone e videoproiettori per i dati. La maggior parte dei dispositivi di stampa utilizza quattro canali di colore, ovvero ciano, magenta, giallo e nero (CMYK). I dispositivi CMYK hanno meno colori della maggior parte di molti dispositivi RGB. Non saperlo porterà a ore di frustrazione cercando di ottenere una stampa CMYK simile all’immagine visualizzata su un display RGB. La gestione del colore può aiutare, ma ci sono alcune precisazioni da fare.




Figure 04: The photograph on the left is a RGB image. The photograph on the far right is a CMYK simulation of the same shot.

 

Per comprendere meglio il problema legato a RGB-CMYK, guarda le fotografie del chitarrista. La fotografia a sinistra è un’immagine in RGB. La fotografia all’estrema destra è una simulazione in CMYK della stessa foto; poiché probabilmente stai leggendo questo articolo su uno schermo, sarebbe sbagliato parlare di CMYK perché è stata creata da un dispositivo RGB; al contrario, se stai leggendo la stampa di questo documento, la foto a sinistra sarebbe una simulazione in RGB. In classe, prima di procedere, do un momento per digerire il concetto e, visto che è un punto molto importante, per porre domande.

Andiamo avanti. Nota che il rosso nella simulazione CMYK è più tenue rispetto alla versione RGB. I colori modificati possono essere visualizzati in Photoshop attivando l’avviso della gamma, che è ciò che viene mostrato nella foto centrale. La gamma di colori disponibili in un modello di colore è definita gamut. In Photoshop gli avvisi relativi alla gamma possono essere attivati così da poter identificare i potenziali problemi, ma un metodo migliore per valutare i cambiamenti nei colori dall’origine all’output consiste nell’utilizzare il soft proofing; un argomento che tratteremo in un altro post.

Comprendere i modelli di colore e gli spazi colore, oltre all’estensione della loro gamma, è essenziale per la gestione del colore. Il ROSSO PIÙ INTENSO in CMYK sarà molto diverso dal ROSSO PIÙ INTENSO in RGB. Ricorda, IL ROSSO PIÙ INTENSO si riferisce al rosso più brillante e più forte producibile su un determinato dispositivo.

Come accennato in precedenza, le carte non patinate producono sempre colori più tenui rispetto alla carta lucida. Quindi, se IL ROSSO PIÙ INTENSO dovesse essere stampato dal dispositivo A su carta non patinata e poi lucida, il ROSSO PIÙ INTENSO sulla carta non patinata sembrerebbe più opaco rispetto a quello sul supporto lucido.

Il percorso verso il colore affidabile

Per ottenere un affidabile flusso di lavoro dei colori è necessario un approccio logico e calmo; fare clic casuali sulle opzioni di installazione ed essere impazienti non è la strada da percorrere. Ti servirà un po’ di tranquillità per dare un senso alla gestione del colore. Ecco come creare il flusso di lavoro:

  1. Ottimizzazione del sistema e selezione del profilo
  2. Monitoraggio del profilo
  3. Impostazione delle opzioni del sistema operativo, dei driver di stampa e del software applicativo, ovvero Photoshop
  4. Gestione del profilo specifico del dispositivo, ad esempio fotocamera, scanner o stampante (questo è un passaggio facoltativo)
  5. Controllare il colore Nota l’uso del termine “affidabile” relativo al colore. La scienza spiega che è impossibile che un’immagine su un monitor corrisponda a una stampa. La gestione del colore ti aiuterà a ottenere colori prevedibili e accettabili.

Nota l’uso del termine “affidabile” relativo al colore. La scienza spiega che è impossibile che un’immagine su un monitor corrisponda a una stampa. La gestione del colore ti aiuterà a ottenere colori prevedibili e accettabili.

Modelli di colori

Ci sono tre modelli di colori che un fotografo deve capire: RGB, CMYK e Lab. La maggior parte dei dispositivi utilizzati nella fotografia digitale utilizza il modello di colore RGB, che sfrutta i canali rosso, verde e blu per creare il colore. Canali è un termine usato in Photoshop; comprendere i Canali di Photoshop è fondamentale.



Figure 05: The Additive Colour Model. Red, Green, and Blue light combine to make white light.

Il colore digitale è registrato come un insieme di numeri. IL ROSSO PIÙ INTENSO è stato impostato con il selettore colori di Photoshop. In RGB, il rosso è rappresentato da Rosso 255, Verde 0, Blu 0. Storicamente, il modello RGB utilizza valori compresi tra 0 e 255 per rappresentare il colore. Se i valori fossero modificati in Rosso 0, Verde 0, Blu 0, non sarebbe presente alcun colore, pertanto Rosso 0, Verde 0, Blu 0 crea il nero. Il bianco è Rosso 255, Verde 255, Blu 255; il valore massimo per ciascun canale. Il bilanciamento dei valori RGB crea il colore, senza considerare il bianco, il nero e i grigi neutri.


Figure 06: Here is Photoshop’s Color Picker THE BRIGHTEST RED has been set. In RGB that red would be Red 255, Green 0, Blue 0.

 



Figure 07: In digital imaging colours are defined in numbers. In RGB the colours a, b, c, and d in the diagram would be; a = Red 255, Green 0, Blue 0; b = Red 255, Green 255, Blue 255; c = Red 255, Green 200, Blue 200; d = Red 255, Green 255, Blue 200

 

Se uguali valori di Verde e Blu fossero aggiunti al ROSSO PIÙ INTENSO, passando da Rosso 255, Verde 0, Blu 0 a Rosso 255, Verde 200, Blu 200, il ROSSO PIÙ INTENSO diventerebbe rosa. Portare i valori su Rosso 255, Verde 255, Blu 200 crea un tenue colore giallo limone. Per vedere cosa succede, prova a digitare questi valori nel selettore colori di Photoshop.

Una volta applicato a una fotocamera, un monitor o uno scanner, il modello di colore RGB diventa dipendente dal dispositivo, il che significa che la percezione del ROSSO PIÙ INTENSO dipende dal dispositivo utilizzato.

Nella sua applicazione, anche il modello di colore CMYK è dipendente dal dispositivo. CMYK è il modello di colore utilizzato per stampare riviste, giornali, poster e libri. Usando combinazioni di ciano, magenta, giallo e nero (CMYK) è possibile riprodurre i vari colori. Se impostata su Ciano 0%, Magenta 0%, Giallo 0% e Nero 0%, la stampa non conterrà inchiostro e quindi nessun colore, ad eccezione di quello della carta o del supporto di stampa. Quando tutti i valori sono impostati su 100%, viene raggiunto un nero pieno. In realtà le stampanti non stendono il 100% di tutti i diversi inchiostri, altrimenti creerebbero pozze d’inchiostro nelle aree nere di una stampa, simili a una chiazza di petrolio; il termine corretto è bronzatura. Il modello CMYK ha una gamma di colori notevolmente ridotta rispetto a RGB. Ci sono quindi colori che possono essere registrati in RGB e che non possono essere riprodotti in CMYK.

Le stampanti a getto d’inchiostro progettate per i fotografi dispongono di inchiostri aggiuntivi diversi dal CMYK standard. Questi inchiostri extra consentono di estendere la gamma cromatica di una stampante per adattarla ai colori RGB. Ciò significa che i fotografi possono inviare immagini RGB alle loro stampanti a getto d’inchiostro senza la necessità di convertirle in CMYK.


Figure 08: The Subtractive Colour Model: Cyan, Magenta and Yellow combine to make black. Note that the secondary colours here are red, green and blue.


Figure 09: The top row shows individual Cyan, Magenta, Yellow and Black plates. The bottom row shows the build up of plates; Cyan, Cyan & Magenta, Cyan, Magenta & Yellow and finally Cyan, Magenta, Yellow & Black.

 

Se le fotografie monocromatiche sono la tua passione, sappi che le normali stampanti a getto d’inchiostro fanno fatica a stampare i grigi neutri; in particolare, i modelli più vecchi e meno costosi non hanno dei buoni toni dei colori, e anche con un sacco di regolazioni non riescono a stampare i grigi neutri. Sfortunatamente, forzare la stampa di un file usando solo l’inchiostro nero della stampante per creare stampe in bianco e nero non è una soluzione. La stampa risultante mancherebbe della profondità tonale che ci si aspetterebbe dalla monocromia. Per risolvere questo problema, alcune stampanti a getto d’inchiostro hanno più di una cartuccia d’inchiostro nero. Ad esempio, i set di inchiostri Epson K3 con Black, Light Black e Light Light Black favoriscono la produzione di straordinarie stampe monocromatiche.

I valori di colore devono passare da un dispositivo all’altro nel modo più affidabile possibile. Il ROSSO PIÙ INTENSO di una fotocamera avrà valori RGB diversi da quelli di un monitor. Il colore deve essere mappato da RGB a RGB o da RGB a CMYK. Per fare ciò è necessario uno spazio colore più grande di qualsiasi spazio del dispositivo, indipendente dal colore del dispositivo. Il colore Lab è un modello di colore indipendente dal dispositivo. È uno spazio cromatico teorico basato sull’intera gamma di colori della percepiti dall’occhio umano.

Lo spazio colore Lab è più esteso dell’RGB, dipendente dal dispositivo. Pertanto, i dispositivi che utilizzano il modello di colore RGB non possono visualizzare tutti i colori che possiamo percepire e, come descritto in precedenza, gli spazi cromatici RGB tendono a essere più estesi degli spazi CMYK.

Il colore Lab è importante perché i colori di qualsiasi dispositivo possono essere definiti con precisione al suo interno in RGB o CMYK. Il colore Lab costituisce la base per la trasformazione dei valori cromatici da un dispositivo a un altro. Poiché il colore più brillante e più forte riproducibile in una serie di dispositivi è diverso, il ROSSO PIÙ INTENSO di ciascun dispositivo sarà diverso, ma ogni singolo ROSSO PIÙ INTENSO può essere tracciato con precisione all’interno dello spazio di colore Lab.

Tornando al selettore colori di Photoshop, mostrato in Figura 06, è possibile leggere diversi valori di colore, HSB, RGB, Lab, CMYK ed Esadecimale. Affinché un colore sia rappresentato con precisione da ciascun modello, il colore deve essere compreso nell’intervallo della gamma cromatica più piccola.

La gestione colore dell’International Color Consortium (ICC) si basa su tabelle di colori che traducono i colori di un dispositivo, l’input, in un valore Lab, quindi nello spazio colore del dispositivo successivo nel flusso di lavoro del colore, l’output. Ad esempio, il ROSSO PIÙ INTENSO in una fotocamera digitale diventa il valore Lab per il ROSSO PIÙ INTENSO, che può quindi essere tradotto nell’equivalente del ROSSO PIÙ INTENSO su una stampante CMYK.

Sito Web del dell’International Color Consortium www.color.org

Conversione di colori tra dispositivi

Come descritto in precedenza, la conversione del colore dipende dalle capacità, o gamma, del dispositivo incaricato di effettuarla. Quando un’immagine viene spostata da un dispositivo a un altro i suoi valori di colore devono essere convertiti, e la fedeltà della conversione dipende da diversi fattori, uno dei quali è la qualità delle apparecchiature utilizzate. Se una fotografia viene registrata su un dispositivo con uno spazio colore più ampio rispetto a quello utilizzato per la stampa, è probabile che tutti i colori vivaci e luminosi vadano persi, diventando più opachi e più tenui del previsto.

Il primo passo della gestione del colore è garantire che a ciascun dispositivo nel flusso di lavoro sia stato assegnato il profilo ICC corretto. Per farlo è necessario fare riferimento ai manuali utente e alla guida in linea per i sistemi operativi e il software applicativo, nonché per periferiche come fotocamere, scanner e stampanti. Sì, bisogna leggere i manuali.

I monitor richiedono un’attenzione particolare in quanto sono la finestra sul tuo lavoro; immagina un monitor impostato con un bianco freddo anziché un bianco neutro. Tutte le fotografie che richiedono una tonalità calda dovrebbero essere migliorate per avere toni più vivaci di rosso e arancione, ma il bianco freddo porterebbe a dover aggiungere più calore. La calibrazione del monitor è un passaggio essenziale per ottenere un colore affidabile, e migliore è il monitor più affidabile diventa il flusso di lavoro del colore.

Controllo della gestione del colore

Che tu scelga di calibrare il flusso di lavoro del colore usando solo il software, o di investire nell’hardware di calibrazione, avrai bisogno di dimostrare a te stesso e agli altri che stai utilizzando un sistema di colori gestito correttamente. Questo è particolarmente importante per i fotografi professionisti che si affidano a terzi per stampare il proprio lavoro. Se le cose vanno male, devi dimostrare che la colpa non è tua. Per questo, l’utilizzo di un kit di controllo della gestione del colore è la scelta ideale. Ecco un esempio del perché il controllo è importante.

La forma nera nella Figura 10 contiene due cerchi: uno è grigio, ma l’altro è bianco?


Figure 10: How white is white?

Usare un monitor che può essere calibrato tramite hardware significa che il bianco e il nero possono essere impostati in modo affidabile, ma non solo: tutti i grigi intermedi possono essere mappati correttamente. La calibrazione hardware si effettua con un dispositivo di misurazione, denominato calibratore, che viene utilizzato per mettere a punto il monitor senza necessità di regolazioni approssimative da parte dell’utente. Per comprendere meglio, guarda la Figura 10: nello spazio fornito, potrebbe essere aggiunto un cerchio più luminoso, oppure il cerchio bianco è il bianco più bianco? Solo la lettura effettuata da un dispositivo di misurazione può rispondere.

Un kit di controllo della gestione del colore di solito contiene una serie di immagini digitali e copie di quelle immagini stampate accuratamente su carta fotografica. Per eseguire il controllo del monitor, apri i file digitali con il programma che usi per elaborare le foto, ad esempio Photoshop. Se hai effettuato correttamente la gestione del colore, ciò che vedi sul monitor dovrebbe corrispondere alle stampe contenute nel kit di controllo. Inoltre, quando stampi i file, il risultato deve corrispondere a entrambe le immagini sul monitor e sui campioni stampati del kit di controllo. Pertanto, se le stampe di prova corrispondono a ciò che viene visualizzato sullo schermo e sull’output della stampante, la gestione del colore è eseguita correttamente. C’è un ultimo controllo da fare. Puoi chiedere al tuo laboratorio fotografico di stampare i file digitali. Le loro stampe dovrebbero corrispondere ai campioni di stampa nel kit di controllo. In caso contrario, il laboratorio fotografico non ha effettuato correttamente la gestione del colore.

La gestione del colore non deve essere complicata, ma navigare attraverso la miriade di opzioni software e hardware può sembrare un labirinto confuso, pieno di frustrazione e dubbi. In questo articolo sono state spiegate le basi e, sebbene non sia del tutto completo, dovrebbe fornire delle fondamenta solide per ottenere colori affidabili in stampa e su schermo.

Conclusione


​Figure 11: Printing should be rewarding, even magical. Getting your colour management in order will lead to great results.

Questa è solo un’introduzione ai principi della gestione del colore. È il primo di dodici articoli, tutorial e video relativi all’arte e alla scienza della gestione del colore nella fotografia digitale. Prima, ho scritto “come educatore mi piace vedere la reazione degli studenti in classe per capire se e quanto comprendono quello che sto insegnando”. Se hai letto fino a questo punto e gli argomenti trattati ti sembrano più chiari, ho fatto un buon lavoro. Non perderti i post futuri che tratteranno argomenti come Preferenze di colore in Adobe Photoshop, Lightroom, e altri, Calibrazione di monitor per colori critici, Creazione di stampe artistiche, Come utilizzare un laboratorio fotografico professionale e Gestione del colore in un servizio fotografico.

Ulteriori informazioni sull’Accuratezza del colore

TOP