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Hugo Rodriguez ha recensito l’SW320, il miglior monitor 4K per fotografi

Hugo Rodriguez
2017/07/21

Esperto di imaging digitale e fotografo paesaggista / Spagna

Hugo Rodriguez è un fotografo paesaggista ed esperto di calibrazione del colore e immagine digitale.

L’SW320 è uno di quei pochi monitor che la maggior parte degli utenti non ha mai visto a causa delle sue dimensioni incredibilmente grandi e perché è di altissima categoria. Con l’SW320, i fotografi professionisti e i video editor avranno uno schermo adatto alle loro esigenze in termini di spazio per foto ad alta risoluzione, panorami, video HD e 4K.

A dicembre, BenQ ha annunciato che avrebbe lanciato un nuovo monitor che avrebbe apportato alcune innovazioni davvero accattivanti. Ha quindi lanciato l’SW320, con nuove funzionalità come il sistema GamutDuo, che consente di dividere lo schermo in due e vedere ogni metà con una gamma di colori diversa, oltre a supportare i più recenti video UltraHD in HDR a 10 bit. Dopo averlo testato per alcune settimane, posso dire che è davvero un monitor straordinario, non solo per le sue dimensioni giganti ma anche per la combinazione di risoluzione 4K, gamma cromatica e le moltissime funzioni che lo rendono un prodotto a tutto tondo.

Come concorrente in termini di prestazioni e prezzo, in realtà abbiamo solo Dell con il suo U3014 che ha anch’esso una gamma molto ampia di colori e la stessa risoluzione, anche se non ha tutte le funzioni del BenQ, compreso il paraluce.

Il monitor ha queste caratteristiche (qui puoi vedere le specifiche complete):

  • Risoluzione 16:9 a 3.840 x 2.160 (4K).
  • Pannello IPS a 10 bit da 31,5", finitura opaca e una gamma simile ad Adobe RGB.
  • Copertura 100% sRGB/Rec709 e 99% di Adobe RGB.
  • Calibrazione hardware con il software Palette Master Element, i calibratori X-Rite EyeOne e Spyder.
  • LUT 3D a 14 bit integrata di alta qualità, che consente di regolare la gamma cromatica con grande flessibilità.
  • Sistema di uniformizzazione della luminosità dello schermo.
  • Preset calibrati di fabbrica per sRGB, Adobe RGB, REC 709 e DCI-P3, che garantiscono una deviazione DeltaE inferiore a 2 nelle prime tre modalità.
  • È possibile riprodurre video a 10 bit in UHD con 4K e HDR
  • Ci sono modalità calibrate individualmente in fabbrica per una curva gamma precisa.
  • Connessioni HDMI, DisplayPort e MiniDP. Sono inoltre presenti due porte USB 3.0, un jack per cuffie e un lettore di schede SD.
  • Controller cablato per utilizzare i menu del monitor.
  • Paraluce rivestito in velluto nero, regolabile in posizione orizzontale e verticale.
  • La prima cosa che ti colpisce è la dimensione della scatola. È così grande e così pesante che è davvero impressionante. Per farti un’idea più chiara delle sue dimensioni, ci ho appoggiato sopra il portatile da 15,4’’:

    Una delle cose che mi ha sorpreso non appena ho aperto la confezione è stata una sorta di pacchetto di benvenuto con un certificato di calibrazione perfettamente piegato che riporta la calibrazione preimpostata in fabbrica:

    questo certificato mostra i valori misurati sia per la curva della gamma sia per i preset AdobeRGB e sRGB Rec709, che in linea di principio ne garantiscono un funzionamento molto preciso. Il certificato include anche misurazioni di uniformità per garantire che l’immagine visualizzata sia perfettamente identica in qualsiasi punto sullo schermo:

    Il design è piuttosto classico, “squadrato” e dà una sensazione sobria e piacevole. I materiali utilizzati sono di ottima qualità e il monitor è molto robusto e resistente. Inoltre, è piuttosto pesante, cosa che enfatizza questa sensazione.

    Per quanto riguarda le regolazioni fisiche, il monitor può essere alzato, inclinato e ruotato di 90 gradi. Per le connessioni, invece, ha tutte le normali porte tranne la DVI-D, concentrandosi solo su quelle moderne (menzionate nella lista sopra).

    Di lato, ha due slot USB 3.0 e uno slot per schede SD, caratteristica comodissima.

    Nei modelli precedenti mi sono lamentato degli scomodi pulsanti “touch” del monitor, così ho segnalato questo problema al team di marketing e agli ingegneri del marchio coreano. Sembra che abbiano fatto qualcosa per sistemare questo piccolo problema, dal momento che in questo ultimo modello sono presenti dei pulsanti fisici, che permettono di gestirlo molto più comodamente. Sempre in termini di praticità, c’è anche un controller cablato integrato che è identico a quello dell’SW2700PT.

    Come per gli altri modelli, anche questo incorpora un paraluce ben realizzato. È parecchio robusto e include dettagli come una finestra superiore per posizionare e impostare il calibratore per utilizzarlo quando è necessario o pannelli modulari che consentono di utilizzarlo con il monitor in posizione orizzontale o verticale. Questo è un altro punto a favore di questo brand.

    Per finire, il paraluce è foderato internamente con velluto nero. Senza dubbio, è magnifico.

    I menu

    Ho parlato dei menu dei modelli già sul mercato e li ho trovati eccellenti sotto tutti gli aspetti (per quanto riguarda nitidezza, organizzazione e quantità di funzioni), ma l’SW320 fa un passo avanti rendendo i menu più grandi (più facili da leggere da lontano) e, grazie al controller incorporato, ancora più comodi da usare.

    I menu dell’SW320 sono molto simili a quelli del PG2401PT e dell’SW2700PT, ma con le seguenti aggiunte:

  • le modalità Rec709 e DCI-P3, ideali rispettivamente per coloro che modificano video per TV o Web, e per i film;
  • la modalità HDR che consente di visualizzare video e film codificati con le ultime tecnologie disponibili come i video HDR UltraHD 4K. Ne parlerò più dettagliatamente in seguito;
  • la modalità B&N, che visualizza lo schermo in bianco e nero (ideale per lavorare con questo tipo di foto); ha anche tre diverse impostazioni, che analizzerò in seguito;
  • la modalità camera oscura che riduce la luminosità quasi al minimo ed è ideale per le stanze con un’illuminazione molto fioca. Idea buona e interessante, anche se personalmente ho fatto per molti anni una cosa simile abbassando la luminosità manualmente, senza i preset;
  • modalità CAD/CAM, che contrasta l’immagine per facilitare una visione chiara delle mesh utilizzate dai designer professionisti che lavorano con questo tipo di programmi;
  • modalità Animation, che migliora la saturazione e facilita il lavoro per gli animatori CGI;
  • PBP, che permette di usare il GamutDuo, che spiegherò in dettaglio più avanti;
  • il menu eco, presente in altri modelli e scomparso in questo, consente di regolare automaticamente la luminosità dello schermo in base alla luce nella stanza.

    Ora vediamo i menu nel dettaglio. Il menu Immagine consente di regolare:

  • Modalità colore.
  • È legata ai preset, come Adobe RGB e sRGB (calibrati in fabbrica), le modalità calibrate (utilizzate per la calibrazione via hardware con il software Palette Master Element) o le modalità personalizzate (che consentono di regolare tutto manualmente).

  • Luminosità.
  • Ho intenzione di commentarlo in seguito, comunque la luminosità raggiunge quasi 400 cd/m2, un valore impressionante ma necessario con la modalità HDR.

  • Contrasto.
  • È praticamente inutile per i fotografi, forse torna utile con il monitor collegato a un lettore multimediale o ad altre fonti.

    Poi mi sono ricordato che selezionare le impostazioni di visualizzazione dello schermo tenendo premuto il tasto opzione (alt) giù abilita tutte le impostazioni dello schermo.

  • Temperatura del colore
  • (con diversi preset tra 2.800K e 9.300K), può essere regolato manualmente o usando l’impostazione RGB.

  • Curva gamma.
  • Può essere regolata manualmente tra 1,6 e 2,6

  • Gamma
  • (o gamma di colori). È possibile scegliere tra le gamme Adobe RGB, sRGB, Rec.709 e DCI-P3. Il vantaggio di poter scegliere la gamma è che, a differenza dei preset con lo stesso nome, non implica la necessità di combinarle con altre curve gamma e altri punti di bianco, che possono essere memorizzati in una delle due modalità personalizzate, dando molta più flessibilità per sfruttare il monitor come si desidera.

  • Tonalità e saturazione per ciascuna delle 6 gamme primarie, indipendentemente.
  • Livello di nero
  • che permette di regolare il livello del nero, per renderlo meno intenso nel caso ce ne fosse la necessità. In alcuni casi, può essere utile per facilitare la concordanza dei colori quando si stampa con carta opaca.

    Qualità dell’immagine

    Questo è uno degli aspetti chiave. Per un principiante dell’argomento, l’elenco dei benefici può essere travolgente e confuso, ma lo scopo alla fine è quello di ottenere un’immagine davvero buona e non solo se vista da davanti. Anche dal lato, da sopra e da sotto. Un’immagine che non cambia colore e non perde luminosità. Il monitor BenQ è stato davvero sorprendente sotto questo aspetto perché è senza dubbio tra i migliori sul mercato.

    La prima cosa che richiama l’attenzione su questo monitor è l’incredibile risoluzione. Con quasi 4000 pixel in larghezza, raddoppia la larghezza del desktop per uno schermo FullHD. Dal momento che i video 4K sono così di moda al giorno d’oggi, molte persone cercano schermi con questa risoluzione per modificarli, anche se a mio parere non c’è bisogno di questa risoluzione per farlo perché non è necessario cogliere ogni dettaglio per modificarlo; la scheda grafica, di conseguenza, può essere messa meno sotto sforzo. D’altra parte, è perfetto per una visualizzazione FullHD, che lascia 3/4 di spazio libero sul desktop per gli strumenti.

    Tenendo conto della larghezza in pixel, questo ci lascia una risoluzione a schermo non inferiore a 140 DPI, il che lo rende molto interessante per tutte le persone i cui lavori vanno in stampa, dal momento che lo schermo è in grado di visualizzare un aspetto molto simile alla carta, soprattutto se si tiene conto che lo si guarda da una distanza maggiore rispetto a un monitor da 24", ad esempio.

    Grazie al pannello a 10 bit, le sfumature, anche quelle più complesse, sono perfettamente uniformi e senza scalinature visibili.

    La luminosità tende ad essere alta, praticamente uno standard al giorno d’oggi. La luminosità massima indicata nelle specifiche è di 350 cd/m2, anche se nei miei test ho misurato 382 cd/m2. Il nero è così profondo che il contrasto massimo si è dimostrato di 1090:1, un valore eccellente, quasi triplo rispetto ai monitor più competitivi, compreso il PG2401PT. Probabilmente è il valore più alto che abbia mai visto su un monitor con pannello IPS, il sistema di standardizzazione della luminosità dello schermo attivo (che toglie troppo contrasto), e dopo una sola calibrazione. Fortunatamente, la luminosità può essere ridotta molto per coloro che preferiscono lavorare con un’illuminazione più soffusa, molto più in linea con gli ambienti di ritocco, fino a circa 90 o 100 cd/m2.

    La qualità della LUT 3D è eccellente e consente di regolare la gamma tonale attraverso i controlli di tonalità e saturazione, consentendo il controllo indipendente di ciascuna delle sei gamme primarie. Devo ammettere che non ha il lusso di utilizzare le impostazioni di modelli molto più costosi, come il NEC Spectraview o l’EIZO CG, ma è anche vero che la differenza di qualità non è giustificata dalla differenza di prezzo.

    Il sistema di standardizzazione della luminosità dello schermo funziona perfettamente, riducendo praticamente a zero tutte le variazioni di luminosità e colore del pannello.

    Gamma di colori

    La maggior parte dei monitor “per fotografi” sono “wide range”, il che significa che hanno una gamma molto simile ad Adobe RGB, come succede anche con l’SW320.

    In particolare, e in base alle mie misurazioni, la gamma di questo monitor è maggiore del 2,2% rispetto allo spazio Adobe.

    Va sottolineato che non copre completamente lo spazio colore Adobe RGB, in quanto un 1,4% rimane senza copertura (in particolare nelle aree rosse più sature), cosa comunque trascurabile a fini pratici.

    Nel caso di sRGB, la gamma è maggiore del 37,6% e lo copre quasi interamente (99,3%).

    Se lo confronto con il Dell U3014, è chiaro che in questo campo BenQ non riesce a superare DELL, in particolare con una gamma inferiore dell’11,3% (il 3014 ha una gamma leggermente superiore ad Adobe RGB):

    La riproduzione del colore

    Il pannello dell’SW320 è IPS a 10 bit e ha un sistema di standardizzazione della luminosità dello schermo supportato da un circuito di LUT a colori a 14 bit (3D), quindi è chiaro che ci troviamo di fronte a uno dei migliori pannelli da 30".

    Questo monitor esce già calibrato dalla fabbrica, quasi uno standard per tutti i modelli di questa categoria. Questo non significa però che non sia necessario calibrarlo dopo averlo collegato al computer. Potrà sembrare una contraddizione. E lo è, perché la chiave è nel significato del termine calibrato. Lo dirò in un altro modo, questa volta usando i termini corretti: questo monitor è stato calibrato in fabbrica, ma ciò non significa che non sia necessario profilarlo dopo averlo collegato al computer.

    Questo perché ciò che è stato calibrato dalla fabbrica è la risposta della curva di grigio (la curva della gamma), la risposta del colore in tre dei Preset (sRGB, Adobe RGB e REC709) e l’uniformità dello schermo in 25 aree diverse per garantire che nessuna si discosti più di un DeltaE2.

    Qui puoi vedere la differenza CON e SENZA il sistema di standardizzazione della luminosità dello schermo:

    Dal momento che è difficile da notare, l’ho evidenziato al 1000% per poterlo vedere molto più chiaramente:

    Come ho già detto, anche i preset sRGB, Adobe RGB e Rec709 vengono completamente calibrati dalla fabbrica con una fedeltà abbastanza elevata. Il preset DCI-P3 non viene calibrato, ma funziona anch’esso con fedeltà.

    Per verificare la qualità di queste impostazioni di fabbrica ho utilizzato EyeOne Pro2 insieme a CalMAN 5, il software di riferimento per l’analisi e la calibrazione dello schermo (non profilato), progettato specificamente per il mondo del cinema.

    Iniziando con il preset Adobe RGB, qui puoi vedere quanto è buona la risposta del colore del monitor in questa modalità, che combacia con lo spazio colore standard. Nell’immagine è possibile vedere le posizioni esatte dei colori primari, rappresentati con i punti, sulla mappa dei colori riprodotta da questa modalità, e i quadratini in cui dovrebbero essere conformi alla definizione standard. Come si può vedere, le deviazioni sono minime e rientrano nella tolleranza annunciata dal costruttore (di Delta E2, che ho trovato con il bianco, mentre il resto dei colori scende sotto 1,7):

    Nel caso della modalità sRGB, possiamo vedere che i risultati sono molto simili. Sebbene possa sembrare che il rosso sia il colore che subisce la deviazione minore, è infatti il blu che ha una deviazione di Delta E 2,4, leggermente superiore al valore dichiarato dal produttore. Con il resto dei colori è inferiore a 1,86, il che significa che anche questa modalità è coerente con lo standard; entrambe sono infatti molto vicine alla perfezione (il cui valore è DeltaE 1):

    Ho anche controllato la qualità della regolazione della curva dei grigi sia in Adobe RGB che in sRGB, e qui si può vedere quanto siano conformi ai rispettivi standard. Le curve colorate mostrano la risposta del monitor da quasi nero (a sinistra, con luminosità 10%) a bianco (a destra, con luminosità 100%):

    Una delle novità dell’SW320 a questo riguardo è la Rec709 (il noto standard per i video ad alta definizione) che viene anch’essa calibrata di fabbrica con valori di deviazione simili e, come si vede nel grafico, i risultati sono praticamente identici a sRGB, cosa che aiuta a trasformare questo monitor in un ottimo punto di riferimento per coloro che lavorano con i video, indipendentemente dal fatto che siano HD, 2K o 4K. Inoltre, questo monitor ha la certificazione ufficiale Technicolor, che dà un’idea della serietà con cui gli ingegneri BenQ prendono questi aspetti.

    È importante chiarire che questo non è un monitor adatto per il video editing con schede video professionali, perché non supporta segnali inferiori a 48Hz, quindi collegandolo a una scheda video per ottenere un segnale di 24, 25 o 30 Hz (sia progressivo che interlacciato), non si vedrà nulla. È un monitor per il video editing con una scheda grafica, non con una scheda video professionale.

    Ha anche il preset DCI-P3 e, nonostante non sia calibrato, il risultato non è affatto male, ma non raggiunge la precisione delle altre modalità.

    La modalità HDR

    Una delle grandi novità di questo schermo è la modalità HDR, che si riferisce alla tecnica popolare dell’alta gamma dinamica. Ma no, questo non significa che con questa modalità il monitor andrà a distruggere le tue foto per produrre risultati orribili e irreali come questi:

    Fotografie che raramente sono vere HDR, ma pseudo HDR. Non sono nemmeno scene con un contrasto molto elevato, né il risultato di diversi scatti. Vorrei cogliere l’occasione per ricordare che insegno regolarmente corsi di HDR Naturale e che proprio giovedì scorso ho tenuto un corso alla Nikon School. Iscriviti alla mia newsletter e riceverai tempestivamente le informazioni dei miei corsi, nel caso ti interessi.

    In realtà la modalità HDR viene utilizzata in combinazione con il formato video più recente che viene distribuito tramite streaming (Netflix...) e Blu-ray.

    Sfortunatamente, non ho un lettore Blu-ray con questa tecnologia né alcun disco, perché è ancora un sistema parecchio nuovo, quindi non sono stato in grado di controllare il funzionamento del sistema a pieno regime, ma sono stato in grado di vederlo in alcuni negozi che hanno le TV in vetrina.

    Ad ogni modo, ho provato a guardare qualche minuto di OBLIVION (in standard Blu-ray) con la modalità on e ho notato due cose: la luminosità aumenta al massimo e il contrasto rimane molto alto, e di conseguenza l’immagine complessiva è più contrastata.

    Vale la pena notare che, grazie alle modalità Rec709 e DCI-P3, su questo schermo è possibile vedere film con qualità dell’immagine non solo buona... Travolgente!

    Se non hai un home theater o un buon televisore e preferisci guardare i film sul computer, non esitare: questo è il tuo schermo!

    Qui puoi scoprire come vengono visualizzati i diversi momenti del film con la modalità Rec709 (quella adatta a film Blu-ray e streaming) e come aumentare il colore quando si passa alla DCI-P3, che è equivalente a quella di una sala cinematografica (anche se in questo caso produce sovrasaturazione perché le sale cinematografiche non usano dischi Blu-ray ma formati specifici che già mettono in evidenza la gamma di colori della DCI-P3).

    La modalità B/N

    La nuova modalità bianco e nero può essere piuttosto interessante per coloro che apprezzano questa tecnica (ora mi viene in mente il mio amico Gabriel Brau). Con questa modalità, l’immagine diventa un bianco e nero perfetto e, soprattutto, è possibile scegliere tra tre diverse impostazioni, in cui la differenza è la curva di grigi (gamma), che può produrre più o meno contrasto. Qui puoi vedere la differenza:

    Il sistema GamutDuo

    Un’altra grande novità dell’SW320 è il GamutDuo, che consente di dividere lo schermo in due e vedere l’immagine duplicata; a sinistra l’immagine originale e sulla destra è possibile scegliere tra un’altra gamma di colori disponibile: sRGB, AdobeRGB, Rec709 e DCI-P3. La verità è che il sistema mi ha sorpreso molto piacevolmente e l’ho trovato molto interessante per coloro che lavorano i RAW a colori (Adobe RGB e superiori) su progetti destinati principalmente al Web (sRGB).

    Il sistema è abbastanza facile da usare. Basta accedere al menu, andare alla scheda PIP/PBP, attivare la modalità PBP e quindi scegliere la gamma di colori preferita, la curva di grigio o la temperatura del colore:

    Ad esempio, qui puoi vedere l’immagine originale a sinistra (con l’intera gamma del monitor), e a destra nel primo caso l’sRGB, poi con una curva gamma di 1,8 (come in un vecchio Mac) o con un temperatura del colore di 9300K:

    Vale anche la pena notare che il monitor può funzionare indistintamente nei due intervalli numerici dei segnali video: l’intervallo completo (0-255) o quello limitato, tipico del broadcasting (16-235):

    Calibrazione hardware

    Poiché in questo monitor può essere effettuata una calibrazione hardware, è necessario un software di calibrazione speciale, non solo la curva gamma (corrispondente alla scheda grafica) ma anche il suo spazio colore. Per fare ciò è necessario utilizzare un cavo USB per collegare il computer e il monitor, il primo per caricare e installare nel secondo la LUT che andrà a cambiare il colore.

    Il software in dotazione si basa sul motore del colore di X-Rite e si chiama Palette Master Element, che è lo stesso utilizzato dall’SW2700.

    È simile a i1Profiler di X-Rite, ma non è identico. È interessante notare che oltre ad essere compatibile con i calibratori X-Rite, è compatibile anche con i calibratori Datacolor (lo Spyder).

    Nella schermata Home seleziona il calibratore e scegli tra la modalità Semplice o Avanzata:

    Poi puoi decidere tutti i parametri: luminosità, punto di bianco, curva gamma e punto di nero (quest’ultimo è molto interessante)

    Inoltre, puoi anche scegliere quelli primari per adattare la gamma al tuo gusto. Non solo è possibile scegliere tra gli spazi sopra menzionati (come per i preset), ma è anche possibile scegliere manualmente le coordinate di quelli primari. Una funzionalità molto avanzata che non è presente, ad esempio, in i1Profiler.

    Nella schermata successiva devi indicare in quale delle due memorie vuoi memorizzare la calibrazione (in 1 o 2)

    E il tipo di profilo desiderato:

    Da qui arriva la misura:

    E, al termine, i risultati:

    In questo caso puoi vedere che lo scopo era raggiungere 90 cd/m2 e 6.505K, e ha ottenuto rispettivamente 89,86 e 6.514K... non male, giusto? (NOTA: non è affatto male, in realtà è VERAMENTE buono).

    Conclusione

    L’SW320 è uno di quei pochi monitor che la maggior parte degli utenti non ha mai visto a causa delle sue dimensioni incredibilmente grandi e perché è di altissima categoria. È vero che questo non è un monitor adatto a tutti i tipi di utenti a causa delle sue caratteristiche o del prezzo, ma è anche vero che fino ad ora questi monitor sono scesi raramente sotto ai 2.000 €. Con l’SW320, i fotografi professionisti e i video editor avranno uno schermo adatto alle loro esigenze in termini di spazio per foto ad alta risoluzione, panorami, video HD e 4K. Anche i designer potranno apprezzarlo grazie alla risoluzione di 140 dpi, poiché i caratteri e le linee sottili si vedranno meglio qui rispetto a qualsiasi altro monitor, quando si tratta di vedere come appariranno le immagini in stampa.

    La combinazione della sua dimensione 4K con l’HDR, il pannello IPS a 10 bit, la gamma Adobe RGB, i preset calibrati e la facilità di spostamento all’interno dei menu permettono di goderselo senza tante complicazioni tecnologiche. Se inoltre consideriamo la fedeltà delle calibrazioni di fabbrica, il controller per i menu o l’eccellente paraluce, completeremo un prodotto già ottimo di suo. E, per circa 1400 €, non si può davvero chiedere di più...

    Monitor per fotografi da 31,5 pollici e Adobe RGB | SW320
    • 31.5 Inch 3840 x 2160 UHD Resolution
    • 99% Adobe RGB Color Space With IPS technology
    • High Dynamic Range (HDR)

     

     

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