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La certificazione DisplayHDR è una caratteristica da considerare nella scelta dei monitor da gioco?

BenQ
2020/02/26
DisplayHDR keeps manufacturers claims of HDR support honest by testing the monitor's real life performance.

Certamente, perché questo standard fornisce un'indicazione chiara sulle prestazioni HDR. Molti monitor e TV sono dichiarati HDR (High Dynamic Range) ma in realtà possono solo ricevere ed elaborare dati in formato HDR. Potrebbero di fatto non essere in grado di riprodurre correttamente le immagini in formato HDR.

La DisplayHDR è stata creata da VESA, la Video Electronics Standards Association, nel 2017 per verificare le prestazioni HDR e fornire ai clienti informazioni più chiare in merito a tale tecnologia. L'iniziativa è stata sostenuta da molti dei principali produttori di schermi al mondo tra cui (ora ci diamo delle arie), ovviamente, BenQ.

Prima di continuare, se non è chiara la differenza tra HDR e SDR, vale a dire tra High Dynamic Range e Standard Dynamic Range, dai un'occhiata al seguente articolo

La DisplayHDR rende giustizia ai vari formati HDR

Ci potrebbe essere un po' di confusione in merito alla DisplayHDR nel senso che, di fatto, non si tratta di uno standard HDR. La DisplayHDR funge da parametro di misurazione del picco di luminosità degli schermi LCD/LED e dei livelli di nero reali per gli schermi OLED. Gli standard HDR comprendono l'HDR10/HDR10+, l'HLG e il Dolby Vision. Ciascuno prevede un approccio leggermente diverso per consentire ai monitor e alle TV di riprodurre contenuti in High Dynamic Range.

La certificazione DisplayHDR di VESA è stata creata perché sono molti i prodotti messi in commercio e dichiarati conformi all'HDR che in realtà hanno poco a che vedere con tale standard. Così, davanti a un monitor di un marchio noto con l'indicazione DisplayHDR si è sicuri che il dispositivo sia stato testato e che ne sia stata verificata la conformità allo standard HDR. Quindi, lo ribadiamo, la DisplayHDR non è un formato HDR, è uno strumento di verifica dei formati HDR e delle loro prestazioni su un monitor specifico.

Facciamo notare che ci riferiamo ai monitor in quanto, al momento, la DisplayHDR vale solo per il mercato dei PC, ovvero per i monitor, non per quello delle TV. Può probabilmente essere affidabile anche per le TV perché la tecnologia è fondamentalmente la stessa ma non è stata ufficialmente pensata per tale scopo. Nel momento in cui è stato scritto questo articolo, la DisplayHDR riguarda i monitor dei PC. 

Valori diversi a seconda del picco di luminosità

Oltre alle icone e alle informazioni riportate nelle pagine che pubblicizzano i monitor viene anche indicata la dicitura DisplayHDR seguita da 400, 500, 600, ecc. che fa riferimento al picco di luminosità misurato in candele al metro quadrato o cd/m2 equivalente a un lux, vale a dire la quantità di luce che una candela irradia in media su una superficie di un metro quadro. Un nit corrisponde alla stessa quantità di luce, per cui un monitor da 400 cd/m2 ha anche un picco di luminosità pari a 400 nit. Per ricevere la certificazione DisplayHDR, i monitor devono dimostrare di avere un picco di luminosità pari almeno a 400 cd/m2. Parliamo di picco perché è prevista una tolleranza dovuta alla variabilità e alle fluttuazioni ma deve essere possibile mantenere il picco di luminosità per lunghi periodi di utilizzo quando le impostazioni dei dispositivi sono sui valori massimi.

La migliore certificazione di VESA in questo ambito è attualmente la DisplayHDR 1400, che si riferisce a un picco di luminosità, o luminanza, pari a 1400 cd/m2. È stato scelto il parametro 400 perché si tratta del valore in cui l'effetto dell'HDR inizia ad essere evidente e utile. Qualsiasi valore inferiore a 300 cd/m2 non è realmente HDR anche se viene dichiarato tale. Molti dei monitor più vecchi o economici riportano indicazioni relative all'HDR nelle specifiche nonostante il picco di luminosità reale sia compreso tra 200 e 300 cd/m2. Corrisponde a un valore fino al 50% inferiore rispetto a quello dei veri dispositivi HDR. Tali monitor possono sembrare leggermente migliori rispetto ai modelli che non si avvicinano minimamente alla qualità HDR ma non possono in alcun caso offrire completamente i vantaggi dell'High Dynamic Range

La luminosità non basta per ottenere la certificazione DisplayHDR

Oltre alla luminanza massima, al fine di ottenere una certificazione pari o superiore alla DisplayHDR 400, i monitor devono permettere di visualizzare l'intera gamma cromatica sRGB e disporre di una profondità di colore pari almeno a 8 bit. Viene verificato anche il buon funzionamento del global dimming che assicura l'efficacia del contrasto dinamico. Con il global dimming, la luminosità di tutto lo schermo varia in modo uniforme evitando che la luce venga emessa in modo disomogeneo. Certo, i monitor più avanzati dispongono del local dimming che modifica il contrasto di singole aree dello schermo per una qualità grafica ancora più sbalorditiva. Tuttavia, per quanto riguarda la DisplayHDR, il parametro di base è il buon funzionamento del global dimming.

Per quanto riguarda la DisplayHDR da 500 a 1400, i monitor devono offrire la gamma cromatica Wide Color o WCG (Wide Color Gamut). Tra gli standard WCG più diffusi si contano l'Adobe RGB, il DCI-P3 e il P3. La certificazione VESA prevede che i monitor con picco di luminosità maggiore debbano anche offrire gamme cromatiche più ampie per garantire l'aumento sia della luminanza (luminosità) che della crominanza (colore). Inoltre, i valori da 500 a 1400 richiedono il local dimming mentre per la certificazione DisplayHDR 400 basta il global dimming.

Da un punto di vista tecnico, i monitor da 1400 cd/m2 possono offrire uno spazio colore sRGB ordinario e il global dimming. Tuttavia, la DisplayHDR di VESA non lo considera sufficiente in quanto queste specifiche non offrono un rapporto luminosità/colore adeguato e non sono adatte a compensare le variazioni. Per questo motivo non è prevista alcuna certificazione DisplayHDR per tali schermi.  

La certificazione DisplayHDR 400 è sufficiente per i monitor da gioco?

Non è possibile fornire una risposta univoca in quanto tutto dipende dalla luminosità e dal contrasto preferiti dall'utente. Ciò detto però, con un monitor certificato DisplayHDR 400 l'utente sa di poter visualizzare i contenuti HDR così come erano stati pensati, senza approssimazioni o compromessi. Con l'aumento della luminanza o del picco di luminosità aumenta anche l'effetto HDR ed è solo l'utente che può sapere se si trova a suo agio. Per qualcuno gli schermi estremamente luminosi sono causa di affaticamento oculare mentre altre persone li possono usare per ore e ore senza nessun problema. È una questione molto personale.

Un aspetto invece oggettivo è il fatto che senza una misurazione e una verifica adeguate da parte dei produttori riconosciuti da VESA e senza nemmeno una certificazione DisplayHDR 400, è impossibile sapere realmente cosa si sta acquistando. I monitor che non dispongono almeno di uno spazio colore RGB a 8 bit e di una luminanza da 400 cd/m2 non possono nemmeno riprodurre immagini in formato HDR di base. 

Ok, tutto questo è chiaro, devo però controllare che il prossimo dispositivo che acquisto abbia una certificazione DisplayHDR?

Sì. Siamo nel pieno dell'era del 4K e dell'HDR per cui tutto sta nell'affidarsi al parametro corretto in quanto il mezzo di valutazione esiste già. Prima della DisplayHDR, i produttori meno corretti potevano facilmente farla franca riportando qualsiasi dichiarazione volessero e i consumatori avrebbero ritenuto veritiero quanto leggevano. La DisplayHDR pone la tecnica dalla parte degli utenti e fa sì che l'HDR non sia solo una scritta decorativa riportata nelle specifiche tecniche.

Siccome quasi tutti i produttori di monitor di buona qualità hanno sostenuto l'iniziativa DisplayHDR di VESA, non avrebbe semplicemente alcun senso evitare di sottolineare l'importanza della certificazione. Fornisce la certezza di stare acquistando un dispositivo con prestazioni HDR reali e verificate. Non ci si ritroverà più davanti a un monitor nuovo con l'espressione di una emoji pensierosa, con in testa il dubbio "è vero HDR o no?". Questa tranquillità ripaga l'acquisto fatto.

Si può poi beneficiare della sempre maggiore compatibilità delle applicazioni all'HDR. Sistemi operativi, computer desktop, driver delle schede grafiche e ovviamente i videogiochi e lo streaming video, le console attualmente in commercio e sicuramente quelle di prossima generazione… l'elenco non finisce qui. L'HDR non è una moda passeggera, è il nuovo standard. Offre contrasti più elevati, una maggiore definizione delle tonalità scure e chiare, colori più variegati e nitidi nonché immagini che nel complesso sono di grande impatto. Con il passare del tempo la qualità HDR potrà solo migliorare, per cui è necessario essere sicuri di acquistare dispositivi veramente conformi, tutto dipende da questo. 

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